venerdì 24 aprile 2020

La Madre di Dio al 24 aprile






Cinstirea Icoanei Maicii Domnului Eleovrytissa (Izvorâtoarea de ulei) de la Mănăstirea 
Vatoped




Cinstirea Sfintei Icoane a Maicii Domnului „Siriaca” de la Mănăstirea Ghighiu


domenica 8 marzo 2020

le icone della Madre di Dio nella tradizione italo greca- dal web mese di Febbraio

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5 Febbraio 
L'icône de la Mère de Dieu "DE SICILE" ("SITSILISKAÏA", "DVINOGORSKAÏA") (1092).


L’Icona della Madre di Dio Divnogorskaja-Siciliana, ha ricevuto la prima parte del suo nome dalla località dove era custodita quando è stata glorificata: il monastero della Dormizione di Divnogorsk, nell’antico distretto di Ostrogožsk nel governatorato di Voronezh. Il titolo di “Siciliana” deriva dal suo luogo di origine. si pensa infatti che l'originale si da ascriversi al mosaico dell'abside della Chiesa di San Giorgio di Messina, di cui una copia si trova sopra il portico meridionale della Cattedrale di Palermo. Quest’icona della Diva (vale a dire delle “Mirabili Alture”) secondo la tradizione è stata portata dalla Sicilia dai pii monaci gli starzy Senofonte e Joasaf. Si ritiene che questi santi fossero greci ortodossi di nascita, e che arrivarono non prima della fine del XV secolo. Senofonte e Joasaf fondarono un monastero in un punto panoramico sopra il fiume Don, vicino alla confluenza del fiume Tikha Sosna [Fiume del Pino Calmo]. Il luogo venne chiamato Mirabili Alture da quanti erano rimasti colpiti dalla forma delle colonne calcaree lungo le colline.

Si dice che Senofonte e Joasaf vivessero in una grotta (dove poi fu costruita la chiesa di San Giovanni il Precursore), e che avessero scavato la prima chiesa in una colonna calcarea, in cui deposero anche l’icona della Madre di Dio Sitsiliskaja (Siciliana), che avevano portato con loro. Questo è anche il luogo dove trovarono il loro riposo eterno.

Nell’Icona della Madre di Dio Divnogorskaja-Siciliana, la Theotokos è raffigurata seduta tra le nubi. Nella mano destra regge un fiore di giglio bianco, e con il braccio sinistro sostiene il Divino Bambino, che siede ritto sulle sue ginocchia. Il Salvatore tiene un fiore di giglio nella mano sinistra, e benedice con la mano destra. Intorno alla figura della Madre di Dio sono otto angeli. Due al di sotto sono in ginocchio e con le mani levate in preghiera. Sopra il capo della Vergine il Santo Spirito in forma di colomba.



La speciale glorificazione dell’icona ebbe inizio nell’anno 1831, quando infuriava il colera. A Korotoyak, 7-8 verste dal monastero, la Santissima Vergine apparve in sogno (così come è ritratta nell’Icona Divnogorskaja) ad un’anziana donna, Ekaterina Kolomenska. Ordinò che la sua icona venisse portata lì e si celebrasse un Molieben innanzi ad essa. L’icona miracolosa venne portata a Korotoyak, e dopo che fu celebrato il Molieben innanzi alla santa icona il colera cessò.

Per l’intercessione della Madre di Dio, anche la città di Ostrogožsk fu salvata dal colera. La gente di Korotoyak e Ostrogožsk fu salvata dal colera anche nel 1847 e 1848 per l’intercessione miracolosa della Madre di Dio, che si verificò dopo una processione con la santa icona dalla chiesa verso queste città.

Secondo la tradizione il 5 febbraio, giorno della festa dell’icona miracolosa, era già stato stabilito dai santi Senofonte e Joasaf quando l’icona si trovava nella sua dimora originaria.

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Mosaico  sul portico meridionale della Cattedrale di Palermo.


Adattamento di un articolo tratto da Tradizione cristiana.

The Divnogorsk-Sicilian Icon of the Mother of God received the first part of its title from where it was enshrined when it was glorified: the Dormition monastery of Divnogorsk, in the former Ostrogozhsk district in Voronezh governance. Its title of "Sicilian" comes from its place of origin, since by tradition this icon at Diva (i.e. "Wondrous Heights") was brought from Sicily by the pious monastic Elders Xenophon and Joasaph. They suggest that these saints were Orthodox Greeks by birth, and that they had arrived there not earlier than the end of the fifteenth century. Xenophon and Joasaph founded a monastery at a scenic spot above the River Don, near the confluence of the River Tikha Sosna [Quiet Pine River]. The place was called Wondrous Heights by those struck by the form of the chalk columns throughout the hills.

It is said that Xenophon and Joasaph lived in a cave (where later the church of St John the Forerunner was built), and that they carved out the first church in a chalk column, into which also they put the Sicilian Icon of the Mother of God which they had brought with them. Here is where they found their eternal repose.

On the Divnogorsk-Sicilian Icon of the Mother of God, the Theotokos is depicted sitting in the clouds. In Her right hand is a white lily blossom, and with Her left arm She supports the Divine Infant, Who sits upright upon Her knees. The Savior holds a lily blossom in His left hand, and blesses with His right hand. Around the face of the Mother of God are eight angels. The two beneath are shown on bended knee and with hands upraised in prayer. Over the head of the Theotokos is the Holy Spirit in the form of a dove.

The special glorification of the icon began in the year 1831, when cholera was raging. At Korotoyak, 7-8 versts from the monastery, the Most Holy Virgin appeared (as She is depicted in the Divnogorsk Icon) to a certain elderly woman, Ekaterina Kolomenska, in a dream. She commanded that Her icon be brought and a Molieben be served before it. The wonderworking icon was brought to Korotoyak, and after a Molieben before the holy icon, the cholera ceased.

By the intercession of the Mother of God, the city of Ostrogozhsk also was saved from cholera. The people of Korotoyak and Ostrogozhsk were also saved from cholera in 1847 and 1848 through the miraculous intercession of the Mother of God, which occurred after a church procession around these towns with the holy icon.

According to Tradition, the feastday of the wonderworking icon on February 5 was established already at its original habitation by Xenophon and Joasaph.

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~ Madonna in trono (Odigitria) (sec. XII) Palermo - Palazzo dei Normanni - Cappella palatina.


Nessuna descrizione della foto disponibile.
~ Vergine Orante (Agiosoritissa). Mosaico bizantino al museo diocesano di Palermo.


Nessuna descrizione della foto disponibile.
~ Massafra, chiesa della Candelora, Presentazione di Gesù al Tempio, XIII secolo.


martedì 7 gennaio 2020

le icone della Madre di Dio nella tradizione italo greca- dal web mese di Dicembre



«Era l’Altissimo e succhiava il latte di Maria, mentre tutte le creature succhiano le sue benedizioni.

È lui la mammella vivente del soffio della vita.
Hanno succhiato la sua vita i morti e sono tornati in vita.

Aveva dato a Maria il latte come Dio, ne succhiò da lei come uomo.

È venuto alla luce come un infante, ha succhiato il latte e ha gattonato tra i bambini il figlio del Signore delle Potenze»

(san Efrem il Siro)

~ Icona: Madonna del Pilerio, Calabria, Cosenza XII secolo.
~ Παναγία του Πιλέριου. Κοσέντζα της Καλαβρίας. 12ος αιώνας.








+Il 26 Dicembre  Sinassi della Santissima Sovrana nostra, la Madre di Dio Achiropita di Rossano.

+ Tη Κς' του αυτού μηνός, η Σύναξις της Υπεραγίας Δεσποίνης ημών Θεοτόκου, της Αχειροποιήτου εν Ρυσσιάνο της Καλαβρίας.

Rossano, una cittadina in provincia di Cosenza, è orgogliosa di avere un’immagine acheropita (non dipinta da mano umana) della Vergine, dove la devozione per la stessa esiste già dal VI secolo.
L’immagine, che rappresenta una vergine con il bambino, è di stile bizantino ed è datata tra il VI e l’VIII secolo, a seconda delle interpretazioni. Sul lato destro dell’immagine, verticalmente, si può leggere, in lettere greche, la parola ‘Theotokos’, madre di Dio. Si tratta di una vergine intera che regge nel braccio sinistro il bambino che ha la mano destra verso la madre con gesto di benedizione e nella sinistra sostiene un rotolo. La vergine indossa un mantello rosso oscuro che le copre anche il capo.
Gli ultimi studi effettuati sull’immagine rivelano che l’attuale affresco è sovrapposto ad uno più antico.
La tradizione ci riporta al monaco eremita Efraim che viveva in una grotta nei dintorni di Rossano, intorno al 570. Un uomo di sangue reale, il principe Maurizio di Costantinopoli, essendo vittima di una persecuzione politica, scappò per mare ed approdò in Calabria. Incontrò Efraim il quale lo rassicurò e gli disse che doveva ritornare in patria, dove non solo le cose si sarebbero aggiustate, ma che sarebbe anche diventato imperatore. Però gli fece promettere che se la predizione si fosse avverata, avrebbe fatto costruire sul luogo di quella grotta una chiesa dedicata alla madonna, con un’immagine della Vergine. Maurizio lo promise e come pegno gli donò un anello. Quando tornò in patria fu acclamato imperatore ma si dimenticò della promessa. Passato un certo tempo Efraim andò a Costantinopoli con il proposito di restituire l’anello. L’imperatore quando lo vide si ricordò della promessa e così fece allestire una nave con materiali da costruzione e maestranze varie per erigere la chiesa, dando ordine che in essa doveva essere dipinta un’immagine di Maria Vergine. Ma il dipinto fu molto difficile da fare. Infatti tutti gli artisti che ci provavano lavoravano invano, perché quello che dipingevano di giorno, tornando la mattina dopo lo trovavano cancellato. Poi un giorno, un artista che aveva quasi completato l’immagine lasciò durante la notte un discepolo a vigilarla. Questi vide uscire una donna bellissima con un manto splendente che lo persuase ad andarsene. Il mattino dopo videro questa stessa donna dipinta sul fondo della parte interna del tempio.
La prima edificazione del luogo di culto sarebbe datata alla fine del VI secolo anche se quello attuale, la cattedrale, è basicamente del secolo XI con rifacimenti posteriori. La costruzione del muro che accoglie l’immagine risalirebbe ad epoca normanna, secolo XII.









Nativita'. Mosaico bizantino nella chiesa della Martorana a Palermo.







Annunciazione . Affresco bizantino dell XII-XIII secolo. Cripta di San Biagio – San Vito dei Normanni (Br).






https://magazine.leviedeitesori.com/torna-a-risplendere-lantica-madonna-che-fece-piangere-i-fedeli/



Aghiosotirissa (sec XIII).
"Ecco ciò che diceva Giuseppe alla Vergine:
Maria, che è questo fatto che io vedo in te?
Non so che pensare nel mio stupore e la mia mente è sbigottita: Vattene dunque subito via da me segretamente.
Maria, che è questo fatto che io vedo in te?
In luogo di onore, mi hai portato vergogna; in luogo di letizia, tristezza; in luogo di lode, biasimo. Non sopporto piú gli affronti degli uomini; ti avevo ricevuta irreprensibile da parte dei sacerdoti, dal tempio del Signore: ed ora che è ciò che vedo...?"
(Immagine tratta da Cassata Rosario)




Αffresco che rappresenta la Santa Vergine in trono e Santa Lucia. Chiesa rupestre di Santa Lucia, detta dei Giaconelli a Melfi.
~ Ένθρονη Θεοτόκος με την Αγία Λουκία. Τοιχογραφία στην σπηλαιώδη εκκλησία της Αγίας Λουκίας στο Μέλφι της Bασιλικάτας




Chiesa rupestre della Candelora. Massafra, Taranto. Puglia, Italy




mercoledì 30 ottobre 2019

le icone della Madre di Dio nella tradizione italo greca- dal web mese di Ottobre

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Madonna di Romània. Tropea, Cattedrale.

~ H Παναγία της Ρωμανίας. Καθεδρικός ναός της Τροπέας στην Καλαβρία.

La Madonna di Romània, venerata da secoli e proclamata patrona di Tropea. L’icona venerata ed amata dal popolo tropeano, come oggi si presenta è un rifacimento d’una Icona Bizantina più antica; l’appellativo di Romania è connesso al racconto che fa venire il Quadro dall’Oriente al tempo dell’iconoclastia. Romània era il nome usato per indicare l'Impero "bizantino" o Impero Romano d'Oriente, unico e diretto discendente dell'antico Impero Romano. Il termine "bizantino" risale ed epoca più recente, gli abitanti dell'Impero bizantino erano chiamati Romei (Romani) e i loro sovrani avevano l'appellativo di Βασιλεὺς τῶν Ῥωμαίων (Sovrano dei Romani). L'icona, di provenienza bizantina, databile intorno al 1330, venne trafugata da marinai tropeani ad una imbarcazione proveniente dall'Oriente-bizantino; per questo venne denominata Madonna della Romània.


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Madonna del Castello Castrovillari.

~ Παναγία του Κάστρου. Καστροβίλαρι της Καλαβρίας.


Sulle pendici sud‐orientali del colle di Santa Maria del Castello vi sono alcune grotte che probabilmente sono state abitate dai monaci eremiti italogreci: in esse si può vedere ancora oggi il piccolo rialzo che serviva da cuccetta e il piccolo incavo che doveva contenere le icone sacre e la lucerna. Quando, però, il colle cominciò ad essere popolato dai villici delle campagne vicine, la vita solitaria e silenziosa dei monaci eremiti divenne difficile, allora essi decisero di trasferirsi su altre colline e montagne, probabilmente sul massiccio dell'Orsomarso, vicino ai fiumi Lao e Mercure, dando origine alla famosa eparchia monastica del "Mercurion". Allontanandosi da Castrovillari i monaci dovettero lasciare sul luogo diversi oggetti di devozione tra cui anche l'immagine della Madonna che essi stessi avrebbero dipinto sulla parete di una piccola e rustica cappelluccia vicino le grotte. Secondo la tradizione popolare
un'antichissima leggenda racconta che nel 1090 Ruggero, figlio del re normanno Roberto il Guiscardo, volendo tenere a freno Castrovillari, decise di far costruire un castello sul colle della
città. Tuttavia i muri innalzati durante il giorno crollavano misteriosamente nella notte, per cui Ruggero decise di far scavare più in profondità e così, scavando, fu trovato un pezzo di muro sul quale era affrescata la Vergine con il Bambino. Si gridò al miracolo e al posto del castello venne costruita una chiesa


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~ Madonna Gorgoepikoos (Colei che esaudisce velocemente) o della Lettera. Santuario della Madonna di Polsi. Calabria (1715).

~ Παναγία Γοργοεπήκοος (ή της Γραφής). Eκκλησία της Παναγίας di Polsi στο Όρος Ασπρομόντε της Καλαβρίας. (1715).














domenica 22 settembre 2019

La Madre di Dio per il 23 settembre




 https://doxologia.ro/cinstirea-icoanei-maicii-domnului-slovenskaia


L'icône de la Très Sainte Mère de Dieu Slovène (Russie 1628 ou 1635

giovedì 1 agosto 2019

1 Agosto verso la festa della Dormitio Virginis




ormizione della Vergine. Affresco al Castello di Acaya (Lecce).(XIIIsec).

~ Κοίμησις της Θεοτόκου. Τοιχογραφία του 13ου αιώνα στο κάστρο Acaya του Λέτσε.

Dormizione della Vergine. Affresco al Castello di Acaya (Lecce).(XIIIsec).